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gennaio 2010

Helene Cooper - Una reporter del New York Times a Milano

Si è dimostrata una presenza scenica eccezionale nelle due webchat cui ha partecipato; ha reso molto vivace la conferenza organizzata dalla Fondazione Corriere della Sera e dal Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano sul primo anno dell’amministrazione Obama; ha incontrato rappresentanti dei media e dell’università; ha trasmesso energia e senso dell’etica e della professionalità agli studenti del Master di Giornalismo della Statale. Nella sua due giorni milanese (21 e 22 gennaio) Helene Cooper ha rappresentato al meglio lo spirito dell’America di oggi, il rapporto tra stampa e politica negli USA, l’uso di nuove tecnologie e new media nella comunicazione e la capacità di attrarre e interessare un pubblico di giovani.

“Noi giornalisti dobbiamo porre al Presidente le domande più dure” ha ribadito più volte nel corso degli incontri milanesi in cui ha affontato i temi della presidenza Obama un anno dopo l’insediamento alla Casa Bianca e della situazione politico-economica degli Stati Uniti, della vittoria in Massachussetts di Scott Brown, dell’influenza futura dei Tea Party sul Partito Repubblicano e sulle sue dinamiche interne. Spiritosa, chiara, equilibrata nelle risposte, Helene ha anche offerto un grande esempio di immigrazione e integrazione grazie alla sua storia personale.

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Giovedì 21 gennaio, alle 17, Helene Cooper è stata ospite di Luigi Ippolito e della serie “Incontri Digitali” per la videochat “Obama un anno dopo” trasmessa live sul sito del Corriere. A un anno dall’elezione di uno dei Presidenti più carismatici d’America e subito dopo l’inattesa vittoria di Scott Brown in Massachussetts, Helene Cooper commenta live sul web l’atmosfera che oggi si respira negli USA dopo l’euforia dell’elezione di Obama, l’impatto dell’economia sulle percezioni degli Americani, il reale peso della riforma della sanità e il futuro del movimento Tea Party e del populismo all’interno del Partito Repubblicano e nella vita polita americana. Secondo Helene Cooper Barak Obama è il Presidente e, anche se ha ereditato una situazione estremamente difficile, gli americani ritengono che sia anch’egli responsabile dell’attuale situazione e che non faccia abbastanza per risolvere i problemi del paese.

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Giovedì 21 gennaio, alle 18, Helene Cooper è stata ospite della Fondazione Corriere della Sera dove, con Maurizio Caprara ed il Professor Erik Jones, ha tracciato un bilancio del primo anno di amministrazione Obama. Grazie all’abile opera di moderazione di Barbara Stefanelli e alla vitalità dei partecipanti la conferenza ha affrontato i temi importanti del primo anno della presidenza Obama con arguzia e, a volte, sense of humor passando dal tasso di gradimento del Presidente in forte caduta alla reale necessità, passata l’euforia dell’elezione, di vedere risultati concreti, al conferimento del Premio Nobel ad Obama. Durante la videochat, Helene ha accennato alla propria storia personale, un esempio di immigrazione e integrazione e della possibilità di raggiungere il successo in un paese come gli Stati Uniti.

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Venerdì 22 gennaio alle 9:00 gli studenti del Master di Giornalismo dell’Università degli Studi di Milano hanno incontrato Helene Cooper. Trasmesso live sulla testata web del Master di Giornalismo dell’Università (http://www.lasestina.unimi.it/lasestina/) l’incontro, moderato dalla brava Maria Caspani e organizzato con altissimi standard professionali, ha affrontato temi quali la personale esperienza di Helene, nata in Liberia ed emigrata negli Stati Uniti per sfuggire ai disordini scoppiati nel proprio paese, i suoi inizi nel giornalismo, il passaggio al prestigioso New York Times, le caratteristiche professionali che fanno un buon giornalista. Helene ha trasmesso ai futuri giornalisti che frequentano il master il forte senso etico della professione, ha raccontato divertenti episodi della sua esperinaza di corrispondente dal Dipartimento di Stato prima e dalla Casa Bianca poi, ha sottolineato che nel suo lavoro “il giornalista deve sempre venire prima dell’essere umano.”

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