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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE

La Road Map è l'unica via per la pace in Medio Oriente, ha dichiarato Powell, 22 settembre 2004

(Il Segretario di Stato afferma che il Quartetto sostiene il piano del Presidente Bush)

Gli Stati Uniti rimangono impegnati a favore della Road Map for Peace in Medio Oriente.

"È l'unica strada per fare passi avanti”, ha affermato il Segretario di Stato USA Colin Powell il 22 settembre prima di un incontro dei rappresentanti delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea e della Russia.

Il Presidente Bush "rimane convinto della visione che ha proposto al mondo il 24 giugno 2002, e nelle nostre riunioni con il Quartetto continueremo a impegnarci per renderla operante”, ha detto Powell.

Il Quartetto fa capo a Stati Uniti, Nazioni Unite, Unione Europea e Russia nei loro rapporti con il conflitto Israelo-Palestinese.

Dopo un incontro durato più di un'ora, il Quartetto ha rilasciato una dichiarazione nella quale si afferma che "la situazione sul terreno rimane estremamente difficile tanto per i palestinesi quanto per gli israeliani, e non si è raggiunto nessun significativo progresso rispetto alla road map”.

Alle discussioni del Quartetto hanno partecipato il Segretario Generale dell'ONU Kofi Annan, il Segretario di Stato USA Colin Powell, il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e i rappresentanti dell'Unione Europea Javier Solana e Chris Patten.

Il Quartetto ha osservato "con profonda preoccupazione" che è ancora necessaria un'azione efficace per conferire autorità al primo ministro e al governo dell'Autorità Palestinese, così che possano portare a compimento i loro impegni, tra cui lo smantellamento dell'infrastruttura terrorista, i passi necessari per assumere il controllo della Striscia di Gaza, la riforma delle forze di sicurezza e il ripristino del rispetto della legge.

In una dichiarazione di due pagine, che riflette quanto detto il giorno precedente dal Presidente Bush all'Assemblea Generale, il Quartetto ha sollecitato Israele a smantellare gli avamposti degli insediamenti costruiti dopo il marzo 2001, a imporre un blocco agli insediamenti e a intraprendere tutti i passi oggi possibili per alleviare la difficile situazione umanitaria ed economica dei palestinesi. Ha ribadito la sua preoccupazione per il muro di protezione di Israele, e ha sollecitato Israele "a intervenire ... in merito al tracciato”.

Il Quartetto ha affermato che il ritiro di Israele da Gaza "dovrà essere totale e completo, e compiersi nel rispetto della road map”.

Powell ha inoltre dichiarato che gli stati arabi moderati potranno svolgere un ruolo importante nel processo di pace, e per questa ragione il Presidente Bush ha proposto a Giordania ed Egitto l'incontro di Aqaba.

"Riteniamo queste siano le nazioni a cui più sta a cuore vedere una soluzione al problema tra Israele e Palestina, oltre agli stessi israeliani e palestinesi”, ha detto il segretario.

"Spero che le nazioni arabe svolgano il loro ruolo nel sollecitare l'Autorità Palestinese a riconoscersi in un primo ministro in grado di agire per il popolo palestinese e di sottrarre potere e autorità a Yasser Arafat, così che possa emergere una figura in grado di usare quel potere e quell'autorità a tal fine," egli ha dichiarato.

"Gli Stati Uniti si sono ripetutamente dichiarati convinti che l'Autorità Palestinese debba conferire potere al proprio primo ministro, in modo che al Primo Ministro Abu Ala venga riconosciuta l'autorità che serve per agire in nome del popolo palestinese, e che egli possa operare con noi, con gli israeliani, con gli egiziani e gli altri per prepararsi ad assumere il controllo politico su Gaza non appena abbia avuto luogo il ritiro, e inoltre rendere operativa una forza di sicurezza che, ridotta nelle dimensioni e razionalizzata, possa essere del tutto attrezzata per provvedere alla sicurezza di Gaza”, ha detto Powell.

"Questo è un passo cruciale", ha aggiunto il segretario.

"Il Presidente Arafat, a nostro giudizio, non è in grado di agire in questo modo", ha affermato Powell. "Quindi continuiamo a sollecitarlo a trasferire l'autorità a un primo ministro, come inteso durante gli incontri del summit dell'estate scorsa a Sharm el-Sheikh e Aqaba."

Nel suo discorso all'Assemblea Generale del 21 settembre, il Presidente Bush ha sottolineato gli obblighi reciproci che tanto i palestinesi quanto gli israeliani dovranno assumersi per rilanciare il processo di pace.

"Lavorando con buona volontà e impegno," sarà possibile ripristinare la road map per la pace, nonostante "i ritardi e le frustrazioni degli ultimi mesi”, ha detto il presidente.

"La pace non potrà essere conseguita da governanti palestinesi che intimidiscono l'opposizione,
tollerano la corruzione e mantengono legami con i gruppi terroristici”, egli ha affermato. "La popolazione palestinese, che tanto ha sofferto, merita qualcosa di meglio."

Israele, ha continuato il presidente, "dovrà congelare gli insediamenti, smantellare gli avamposti non autorizzati, porre fine alle quotidiane umiliazioni del popolo palestinese ed evitare azioni che pregiudichino una positiva conclusione dei negoziati”.

"Gli stati arabi dovranno porre fine alle istigazioni alla violenza nei loro media, tagliare i finanziamenti pubblici e privati al terrorismo e stabilire normali relazioni con Israele”, ha detto Bush.

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