testo originale in inglese
TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE
Gli Stati Uniti confermano il loro impegno per fronteggiare i cambiamenti climatici mondiali, 1 dicembre 2003
(Il capo della delegazione statunitense richiede l'avvio di iniziative scientifiche e tecnologiche volte a rallentare la crescita delle emissioni)
Il dott. Harlan Watson, Negoziatore per il Clima e Rappresentante speciale del Dipartimento di Stato, ha affermato che la politica degli Stati Uniti in tema di mutamenti climatici globali comprende azioni a breve termine atte a ridurre le emissioni dei gas serra rilasciate dagli Stati Uniti, maggiori investimenti destinati alle iniziative scientifiche e tecnologiche e cooperazione internazionale.
Nel giorno di apertura della nona Conferenza delle Parti (COP9) alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCC), che ha avuto inizio a Milano il primo dicembre e che si concluderà il 12, Watson ha detto ai giornalisti presenti per l'occasione che gli Stati Uniti intraprendono "azioni concrete" e ogni anno investono miliardi di dollari per far fronte ai cambiamenti climatici mondiali.
Il responsabile statunitense ha chiesto di dar vita a una cooperazione internazionale, che comprenda la nascita di collaborazioni bilaterali e multilaterali a sostegno di azioni a breve termine per la riduzione delle emissioni dei gas serra e di iniziative scientifiche e tecnologiche a più lungo termine, "di notevole importanza per poter affrontare in modo concreto ed efficiente la complessa e prolungata sfida rappresentata dai cambiamenti climatici."
Tra gli sforzi compiuti dagli Stati Uniti, Watson ha ricordato che, nel febbraio del 2002, il Presidente Bush ha stabilito come obiettivo nazionale la riduzione del 18 % della concentrazione dei gas serra (ovvero, delle emissioni di gas serra rilasciate per ogni dollaro del prodotto interno lordo) entro il 2012. Secondo Watson, il raggiungimento di tale obiettivo nei tempi prestabiliti eviterebbe un'emissione pari a 500 milioni di tonnellate metriche di carbonio, una cifra che corrisponde approssimativamente a togliere dalla circolazione 70 milioni di automobili.
Grazie ai maggiori investimenti destinati alle iniziative scientifiche e tecnologiche, nonché alle istituzioni competenti, gli Stati Uniti "stanno gettando le basi per iniziative presenti e future" volte ad affrontare i problemi climatici. "Abbiamo bisogno di idee scientifiche migliori per promuovere un processo decisionale migliore; abbiamo bisogno di migliori tecnologie per rallentare la crescita delle emissioni dei gas serra e di istituzioni migliori per avere la possibilità di ricercare tecniche meno costose per la riduzione delle emissioni."
Se il bilancio preventivo presentato dal Presidente Bush per l'anno fiscale 2004, in cui si richiede un aumento del 15 % dei finanziamenti ai programmi che si occupano di cambiamenti climatici, sarà approvato, la cifra complessiva che gli Stati Uniti destineranno a tali programmi passerà a quattro miliardi e trecento milioni di dollari, una somma mai stanziata prima.
Dopo aver citato le iniziative multilaterali avviate dagli Stati Uniti a sostegno della ricerca e dello sviluppo delle tecnologie, come il Carbon Sequestration Leadership Forum, la International Partnership for the Hydrogen Economy e il Generation IV Program, Watson ha asserito che la comunità internazionale deve apportare "cambiamenti rivoluzionari" nelle tecnologie per la produzione, la distribuzione, lo stoccaggio e il consumo dell'energia.
"Queste tecnologie non solo ci porterebbero sulla strada della stabilizzazione delle concentrazioni dei gas serra nell'atmosfera, ma assicureranno anche la produzione di un'energia affidabile, sicura, accessibile e pulita in grado di alimentare la crescita economica e lo sviluppo in tutto il mondo."
A una domanda secondo la quale l'enfasi posta dagli Stati Uniti sulle nuove tecnologie è un tentativo per tirarsi fuori dalla futura trattazione del problema dei cambiamenti climatici, Watson ha risposto menzionando le "azioni a breve termine" intraprese dagli Stati Uniti per ridurre, entro i prossimi dieci anni, la concentrazione dei gas serra. In merito alla proposta di legge presentata dal Presidente Bush e attualmente in discussione al Congresso circa la concessione di incentivi fiscali per 5 miliardi di dollari, Watson ha affermato che "vogliamo utilizzare tale proposta per incoraggiare l'impiego delle energie rinnovabili, delle tecnologie a risparmio energetico e certamente per promuovere l'uso dei veicoli ibridi e degli altri veicoli a basso consumo." Egli ha poi aggiunto che quest'anno gli Stati Uniti hanno adottato provvedimenti legislativi aventi lo scopo di aumentare il risparmio di carburante per gli autocarri leggeri e hanno avviato una collaborazione denominata Climate Vision, in base alla quale i settori industriali più importanti si impegnano, nei prossimi dieci anni, a diminuire le emissioni dei gas serra. Watson ha concluso dicendo che la politica statunitense in tema di mutamenti climatici conferma l'impegno assunto dall'Amministrazione Bush nell'ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici.