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testo originale in inglese

 

Powell: "La libertà e la pace sono in arrivo in Medio Oriente", 10 novembre 2003

(Vede l’avanzamento della libertà in tutto il mondo, come dichiara in un discorso all’università)

La democrazia arriva in Medio Oriente perché "la gente sente sul volto il vento tonificante della libertà", ha detto il Segretario di Stato Colin Powell in un discorso tenuto il 10 novembre al City College di New York (CCNY).

"Dittatori e despoti possono costruire mura alte abbastanza da tenere fuori gli eserciti, ma non abbastanza da impedire a quegli aneliti (di libertà) di superarle", ha dichiarato agli studenti e ai professori del college dove si è laureato 45 anni fa.

Powell ha dichiarato che "le riforme economiche e politiche devono essere attuate dall’interno, dal popolo stesso usando liberamente le istituzioni create dal loro stesso benessere. La libertà deve essere guadagnata. Ma gli amici della libertà possono fare un prestito, per così dire. Un prestito in termini di esperienza e di incoraggiamento".

Per sostenere l’avanzamento della libertà, ha dichiarato Powell, la politica USA poggia su otto "requisiti non negoziabili della dignità umana": stato di diritto, limite ai poteri dello stato, libertà di parola, libertà di culto, giustizia equa, rispetto delle donne, tolleranza etnica e religiosa, rispetto della proprietà privata.

Come ha rilevato il Presidente Bush in un recente discorso, ha sottolineato Powell, la democrazia è una realtà crescente in Medio Oriente. Ha citato, tra altri esempi, le recenti elezioni in Giordania, una nuova costituzione nel Qatar, l’ampliamento del diritto al voto nell’Oman, un parlamento eletto dal popolo nel Bahrein, un sistema pluripartitico in crescita nello Yemen, e il progetto di elezioni locali in Arabia Saudita.

Un cambiamento di vasta portata è in corso anche in Iran, ha aggiunto Powell. "Gli iraniani rivogliono la libertà, non ci sono dubbi in proposito. Non vogliono eliminare l’Islam dalla loro vita. Lungi da questo. Vogliono liberarsi da chi ha trascinato le sacre vesti dell’Islam tra i rifiuti della politica.

"Sono stati spaventati e minacciati per volere ció, e alcuni sono già morti per quel motivo. Tuttavia, quando Shirin Ebadi è tornata a casa in Iran circa una settimana fa, con il Premio Nobel per la Pace tra le mani, decine di migliaia di Iraniani sono andati ad accoglierla".

I cambiamenti in atto in Medio Oriente riflettono cambiamenti simili in atto in tutto il mondo, ha detto Powell. "Svolgendo il mio lavoro di Segretario di Stato, ogni giorno colgo i segnali dell’avanzamento della libertà. E’ una gioia per me incontrare leader che, solo alcuni anni fa, erano in prigione oltre la cortina di ferro oppure sotto qualche forma di dittatura in altre parti del mondo".

Powell ha reso omaggio all’impegno e al sacrificio delle forze USA e internazionali che portano libertà e speranza in Afghanistan e in Iraq. Ha promesso solennemente che la determinazione degli Stati Uniti a vincere sui terroristi e sui nemici della libertà in entrambi i Paesi non verrà mai meno.

"Non ci sono dubbi che in Iraq siamo messi alla prova", ha detto. "Siamo messi alla prova in termini politici e militari. E’ un test che dobbiamo e vogliamo vincere, e vinceremo. Di questo non ho assolutamente alcun dubbio".

Powell ha aggiunto che "il nostro successo in Afghanistan e in Iraq ridefinirà in modo fondamentale quei due paesi collegati tra loro. L’Afghanistan può diventare un esempio per le nazioni dell’Asia centrale, e l’Iraq può diventare un modello per il mondo arabo e per l’intero Medio Oriente".

Nel suo discorso, Powell ha dato rilievo al centenario della nascita di Ralph Bunche, uno dei più illustri diplomatici americani, vincitore del Premio Nobel per la Pace nel 1950 per il suo impegno volto a portare la pace in Medio Oriente.

"Ralph Bunche avrebbe potuto accontentarsi della sua carica di alto funzionario del Dipartimento di Stato, ma non fu così", ha detto Powell. "E’ stato un campione dei diritti civili e dei diritti umani nella sua opera presso le Nazioni Unite".

Powell ha anche reso omaggio al City College di New York per l’impegno dimostrato nel provvedere all’istruzione della classe operaia americana e dei figli degli immigrati come lui stesso, i cui genitori emigrarono dalla Giamaica. "Sono orgoglioso di essere figlio di una città e di uno Stato che ha capito il valore e l’importanza di assicurare l’istruzione a tutti i suoi cittadini", ha dichiarato.

 

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