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testo originale in inglese

 

Bush afferma che Israele ha il diritto di difendersi, 6 ottobre 2003

(Affermazioni del Presidente, in risposta alle violenze del week-end in Medio Oriente)

Commentando il sanguinoso attentato suicida commesso il 4 ottobre in Israele, e l'attacco aereo israeliano del 5 ottobre contro la Siria, il Presidente Bush il 6 ottobre ha affermato di aver detto agli israeliani che hanno il diritto di difendersi, ma che dovrebbero evitare di compiere passi che potrebbero far aumentare la tensione nella regione.

Parlando ai giornalisti presenti alla Casa Bianca, insieme al suo ospite, il Presidente del Kenya Mwai Kibaki, Bush ha dichiarato di aver parlato il 5 ottobre col Primo Ministro israeliano Ariel Sharon. Ha affermato di aver detto "molto chiaramente" a Sharon "che Israele ha il diritto di difendersi, che Israele non deve sentirsi vincolato per quel che riguarda la difesa del proprio Paese". Ma Bush ha aggiunto anche di essere stato molto chiaro in merito all'importanza del fatto "che ogni azione intrapresa da Israele al riguardo dovrebbe evitare un'escalation che accresca la tensione".

La posizione degli Stati Uniti al riguardo, ha dichiarato Bush, è che "è necessario che le due parti si assumano la responsabilità delle proprie azioni. Affinché ci possa essere uno Stato palestinese, l'Autorità Palestinese deve combattere il terrorismo, servendosi di quasiasi mezzo necessario".

In merito all'Iraq Bush ha dichiarato che il nuovo Gruppo per la Stabilizzazione dell'Iraq che il Consigliere per la Sicurezza Nazionale Condoleezza Rice sta organizzando, "dovrà provvedere al coordinamento del lavoro che le varie agenzie stanno compiendo insieme" riguardo all'Iraq, oltre che a fornire "supporto" al Dipartimento per la Difesa e all'Amministratore dell'Autorità Provvisoria della Coalizione in Iraq, L. Paul Bremer.

Bush ha affermato che "stiamo compiendo discreti progressi in Iraq. A volte è difficile rendersene conto quando le notizie ti arrivano filtrate".

Il Presidente ha aggiunto poi che "per garantire la sicurezza necessaria allo sviluppo di un Paese dove regni la pace, gli iracheni devono assumersene la responsabilità, e lo stanno facendo. La situazione in Iraq sta migliorando giorno per giorno. La gente gode di maggiore libertà, e la sicurezza sta aumentando. Le infrastrutture migliorano, le scuole stanno riaprendo, gli ospedali vengono modernizzati. E apprezzo profondamente lo sforzo degli Americani presenti sul posto, e quello dei nostri partner della Coalizione che si trovano lì insieme a loro e che lavorano in condizioni difficilissime".

Il gruppo della Rice, ha continuato Bush, "si assicurerà che tali sforzi continuino ad essere coordinati e possano continuare a produrre progressi".

Il Presidente ha poi aggiunto che nel suo colloquio alla Casa Bianca con il Presidente Kibaki, ha discusso della guerra contro il terrorismo, della lotta contro l'epidemia di AIDS, delle questioni relative al debito e al commercio e delle situazioni in Sudan e in Somalia.

Kibaki ha dichiarato che lui e Bush hanno riaffermato il desiderio reciproco di accrescere ancor di più la cooperazione tra i loro due paesi.

"Il Presidente Bush ha apprezzato gli sforzi compiuti dal Kenya per consolidare la democrazia, in particolar modo dopo il successo delle elezioni generali del dicembre 2002", ha affermato Kibaki. "Condividiamo il desiderio comune di promuovere e consolidare la democrazia in Africa, e di sostenere il Kenya come modello di democrazia’.

 

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