testo originale in inglese
Gli Stati Uniti sono pronti a lavorare con il Primo Ministro palestinese per portare avanti la Roadmap, 8 settembre 2003
(Il portavoce del Dipartimento di Stato, Richard Boucher, afferma che gli Stati Uniti manterranno la pressione sulle due parti per la pace)
Il portavoce del Dipartimento di Stato, Richard Boucher, ha detto che gli Stati Uniti sperano che un nuovo Primo Ministro palestinese avrà l’impegno, l’autorità e le risorse adeguate per portare avanti la Roadmap mediorientale per la pace.
L’8 settembre, durante un incontro con la stampa presso il Dipartimento di Stato a Washington, Boucher ha detto che la scelta del nuovo Primo Ministro spetta al popolo palestinese, attraverso i propri rappresentanti del Consiglio Legislativo palestinese. Boucher ha aggiunto che gli Stati Uniti sperano che, a chiunque sarà scelto, sia dato "il potere politico, il controllo delle forze di sicurezza e delle finanze dell’Autorità Palestinese per fermare le organizzazioni terroristiche".
"Non è una questione di nomi o di appoggiare qualcuno in particolare", ha detto Boucher.
"Siamo pronti a lavorare con un Primo Ministro palestinese che sia in grado di portare avanti la Roadmap".
Boucher ha detto che gli Stati Uniti intendono lavorare con i palestinesi nel loro processo di creazione di un governo democratico e di ordinamenti a sostegno di uno Stato palestinese.
"In questo modo vogliamo agevolarli al meglio durante questo processo; lasciamo che siano loro a prendere le decisioni, facendo in modo che sia chiaro che siamo pronti a lavorare con loro se loro sono pronti ad assumersi le proprie responsabilità".
Boucher ha detto che l’8 settembre il Console Generale americano a Gerusalemme si è incontrato con Ahmed Qureia, nominato Primo Ministro al posto di Mahmoud Abbas, dimessosi il 6 settembre.
Boucher ha detto che gli Stati Uniti hanno sostenuto Abbas con un finanziamento di 20 milioni di dollari di assistenza diretta all’Autorità Palestinese, lo hanno sostenuto invitandolo ad incontrarsi con il Presidente Bush alla Casa Bianca e hanno appoggiato il passaggio, da Israele ai palestinesi, della gestione della sicurezza di Gaza e Betlemme.
"Continueremo ad esercitare pressioni su entrambi e vogliamo vedere le due parti portare avanti la Roadmap", ha detto Boucher. "Il momento particolare in cui siamo giunti nella Roadmap ... richiede che i palestinesi prendano il controllo della sicurezza e blocchino le azioni dei gruppi violenti che hanno cercato di fermare il processo di pace e che hanno ucciso persone innocenti".
Segue un estratto dell’incontro con la stampa svoltosi l’8 settembre presso il Dipartimento di Stato:
DOMANDA: -- Questo gran movimento tra i palestinesi interessa tutti. So che il Segretario di Stato ha telefonato al Ministro degli Esteri israeliano, ma ha effettuato altre telefonate? Qualcuno si recherà nella regione?
BOUCHER: Al momento nessuno si recherà nella regione, ma ovviamente abbiamo dei rappresentanti sul posto che stanno lavorando molto attivamente. L’Ambasciatore Wolf si è incontrato con tutte le parti e ha inviato rapporti periodici a Washington, come anche al Segretario di Stato. Il nostro Console Generale Jeff Feltman si è tenuto in stretto contatto con i palestinesi e proprio oggi si è incontrato con Ahmed Qureia, Abu Alaa, per discutere di tale processo. Ha seguito il processo nella sua evoluzione. E naturalmente l’Ambasciatore Kurtzer si tiene in contatto con gli Israeliani. Il Segretario stesso ha avuto colloqui con il Segretario Generale del Consiglio d’Europa Solana, con il Ministro degli Esteri italiano Frattini, con il Ministro degli Esteri francese de Villepin, oggi con il Ministro degli Esteri dell’Autorità Palestinese Nabil Shaath e inoltre con il Ministro degli Esteri argentino Bielsa. In generale, questi colloqui hanno avuto come oggetto la risoluzione dell’ONU sull’Iraq e/o la situazione nell’Autorità palestinese.
La posizione generale che vorrei esprimere a questo punto è quella di affermare, prima di tutto, che spetta al popolo palestinese, attraverso il Consiglio Legislativo Palestinese, decidere sul proprio Primo Ministro, decidere sul proprio nuovo Primo Ministro.
Il Segretario di Stato ieri ha detto che la nostra speranza è che, a chiunque sarà nominato, sarà dato il potere politico e il controllo delle forze di sicurezza e delle risorse finanziarie dell’Autorità Palestinese per bloccare le organizzazioni terroristiche come Hamas e la Jihad islamica.
È semplicemente impossibile fare dei passi in avanti con il perdurare dell’attività terroristica da parte di Hamas e degli altri gruppi terroristici. Hamas e le altre organizzazioni terroristiche distruggono le speranze di pace e la possibilità di avere due Stati che possano vivere fianco a fianco in pace e sicurezza.
Pertanto, chiunque venga nominato come nuovo Primo Ministro palestinese, vedremo se avrà l’impegno, l’autorità e le risorse adeguate per portare avanti la Roadmap, e in questo momento particolare ciò significa principalmente avere il controllo della sicurezza e agire contro gruppi come Hamas e la Jihad palestinese.
DOMANDA: Non sono sicuro se tutti quelli con i quali il Segretario di Stato ha avuto colloqui siano del tutto allineati, alleati con gli Stati Uniti. Essi sono più propensi a chiedere agli Stati Uniti di esercitare pressioni su Israele. Potrebbe parlare per un minuto o due – o tre – su quali dovrebbero essere gli obblighi di Israele?
BOUCHER: Riteniamo che le due parti abbiano degli obblighi secondo la Roadmap e il nostro obiettivo è che le due parti portino avanti la Roadmap. Il Segretario di Stato, mi pare durante il suo discorso di venerdì, ha affermato che continueremo ad esercitare pressioni sulle due parti e che vogliamo vedere le due parti portare avanti la Roadmap.
In questo momento particolare della Roadmap, tuttavia, riteniamo che da parte palestinese debbano essere prese iniziative per prendere il controllo della sicurezza, per fermare le organizzazioni terroristiche che hanno cercato di distruggere il processo di pace e che sono responsabili dell’uccisione di persone innocenti.
Continueremo a lavorare con le due parti per continuare il processo di pace. Questo è stato e continuerà ad essere il nostro ruolo. Ma anche quello di chiarire quando è il momento per le parti di intraprendere iniziative incisive riguardo alla sicurezza, e che in questo momento sono i palestinesi a dover fare questo.
DOMANDA: Richard, si aspetta o chiede che chiunque sarà nominato nuovo Primo Ministro mantenga Mohammed Dahlan a capo dei servizi di sicurezza e può dirci se questo rimpasto all’interno dell’Autorità Palestinese avrà conseguenze sugli aiuti americani all’Autorità Palestinese?
BOUCHER: Non voglio predire mutamenti per quanto riguarda i nostri aiuti. Come sapete con il Primo Ministro Abbas – abbiamo fatto molto per appoggiare lui e i suoi sforzi.
Per la prima volta abbiamo finanziato con 20 milioni di dollari assistenza diretta all’Autorità Palestinese. C’è stata la prima visita di un Primo Ministro palestinese alla Casa Bianca. C’è stato il primo passaggio di consegne al nuovo Governo Palestinese della responsabilità per la sicurezza a Gaza e a Betlemme.
Abbiamo compiuto molti sforzi e abbiamo avuto in qualche misura dei successi. Vogliamo che questi successi continuino. Vogliamo che il percorso della Roadmap prosegua. Vogliamo vedere le due parti intraprendere i passi necessari. Ma questo richiederà che i palestinesi siano in grado di intraprendere i passi necessari per la sicurezza – avere un reale controllo della sicurezza – e ciò significa avere un Primo Ministro che assicuri il suo pieno impegno, che abbia l’autorità e le risorse per fare tutto questo.
DOMANDA: Può dirci qualcosa su Dahlan?
BOUCHER: Non entrerei nella questione della scelta dei membri del Governo Palestinese. Dovranno essere loro – proprio come dovranno essere loro a scegliere il nuovo Primo Ministro, dovranno anche scegliere i membri del governo. Staremo a vedere –
DOMANDA: Ma gli Stati Uniti hanno investito molto del loro tempo. Il Presidente ha fatto il nome di Dahlan e in passato lo ha elogiato.
BOUCHER: Abbiamo indicato molti nomi lavorando con diverse persone e sono sicuro che in futuro indicheremo altri nomi, dipenderà da chi sarà nominato a svolgere tali funzioni.
La nostra intenzione è quella di lavorare con l’Autorità palestinese mentre costruiscono le istituzioni, mentre costruiscono il processo per la democratizzazione.
È quello, teniamolo ben presente, l’obiettivo primario: aiutare l’Autorità Palestinese durante la creazione delle istituzioni che possano agire da supporto a uno Stato palestinese. In questo modo vogliamo agevolarli al meglio in questo processo; lasciamo che siano loro a prendere le decisioni, e deve essere chiaro che siamo pronti a lavorare con loro, se loro sono pronti ad assumersi le proprie responsabilità".
DOMANDA: Richard, Abu Alaa, prima che ... – quando è stato nominato dal Presidente Arafat, Abu Alaa ha detto che una delle precondizioni – o una sua precondizione per accettare l’incarico, sarebbe stato l’appoggio da parte della Comunità Europea e degli Stati Uniti. Ammesso che Arafat abbia apparentemente appena annunciato all’Esecutivo Palestinese che Abu Alaa ha, di fatto, accettato l’incarico e il fatto che Alaa si sia incontrato con Feltman – quando è successo, oggi?
BOUCHER: Oggi.
DOMANDA: Possiamo dedurre o supporre, quindi, che gli Stati Uniti gli abbiano detto che avrà il vostro appoggio fino a che – continuerà a muoversi nella stessa direzione di –
BOUCHER: Io non – non parlerei in questi termini di questo incontro. Il Console Generale, il facente funzioni di Console Generale Feltman, sta avendo diversi incontri per tenersi informato sulla situazione, ma per chiarire questo punto cruciale abbiamo detto in pubblico e in privato che il Primo Ministro palestinese deve poter essere in grado di muoversi sulla questione della sicurezza e che questo è ora il nostro interesse primario, ma intendiamo, allo stesso tempo, lavorare con le due parti e continuare ad assicurare che le due parti proseguano sul percorso della Roadmap.
No, non è – non era un impegno. Non è – non dispongo dei dettagli precisi su questo incontro, ma io, in linea di massima, direi che in quell’incontro sono state espresse le stesse posizioni che ho espresso finora.
DOMANDA: Ma Lei – Lei crede che si possa lavorare con Alaa? Non ritiene che sia fatto della stessa pasta del Presidente Arafat?
BOUCHER: Dovremo vedere, prima di tutto, se avrà, come ho già detto, l’autorità e le risorse adeguate per proseguire sulla Roadmap. Subito dopo vedremo come sarà formato il governo e che tipo di iniziative prenderà.
DOMANDA: Credo che le abbia rivolto questa domanda perché Lei ha appoggiato apertamente il Primo Ministro Abbas, nonostante quest’ultimo non abbia ottenuto da Arafat il controllo totale dell’apparato di sicurezza. Ecco perché ora mi chiedo se Lei abbia detto al nuovo Primo Ministro che l’unico modo per avere un appoggio è quello di avere la certezza che Alaa abbia il controllo dell’apparato di sicurezza e sia in grado di fermare Hamas e i suoi palestinesi.
BOUCHER: Non è una questione di personalità o di appoggiare determinati individui. Siamo pronti a lavorare con un Primo Ministro palestinese che possa continuare a muoversi sulla Roadmap. Con il Primo Ministro Abbas eravamo in grado di farlo. Esercitava l’autorità che aveva disponibile e, mentre eravamo consapevoli e dicevamo che tale autorità era in qualche modo limitata, abbiamo ottenuto qualche progresso. Ma Abbas non è stato mai – non è stato in grado di avere un vero controllo su tutti i servizi di sicurezza e in tal modo non è mai stato in grado di avere un vero controllo sulle azioni dei gruppi terroristici. Riteniamo che nel momento particolare in cui ci troviamo non possiamo prescindere da questo controllo.
Tutto quello che posso dire è che vedremo come sarà formato il governo, che genere di impegno assicurerà, che genere di risorse gli saranno affidate e che genere di iniziative intraprenderanno.
DOMANDA: Ecco vorrei – chiedo scusa.
BOUCHER: Vorrei, a un certo punto, passare oltre la prima fila.
DOMANDA: Chiedo scusa. Lei non sta, a questo punto, condizionando l’America a lavorare con il nuovo Primo Ministro palestinese sugli obiettivi che ha appena illustrato; Lei sta semplicemente dicendo che le piacerebbe vedere il nuovo Primo Ministro, con il quale Lei è disposto a lavorare, agire per la realizzazione di questi obiettivi?
BOUCHER: Direi che è esatto. Stiamo facendo le stesse considerazioni su ciò che è necessario fare che facevamo quando il Primo Ministro era Abbas, cioé che il compito che ci attende rimane lo stesso e che permane l’esigenza del controllo dei servizi di sicurezza per poter avere il controllo sulle organizzazioni terroristiche. E chiunque sarà nominato Primo Ministro si troverà a fronteggiare lo stesso scenario. Per poter portare avanti la Roadmap, abbiamo bisogno di fare questo. Il nostro desiderio è quello di portare avanti la Roadmap con le due parti. Il nostro impegno per conseguire questo obiettivo rimane forte e continueremo a lavorare con le due parti, eserciteremo su di loro delle pressioni, per fare dei progressi.