testo originale in inglese
Bush ritiene che la guerra contro il terrorismo possa contribuire alla nascita di uno Stato Palestinese, 4 giugno 2003
(Tavola rotonda con i giornalisti a bordo dell'aereo presidenziale Air Force One)
Il Presidente Bush ha dichiarato che il riconoscimento universale della necessità di sconfiggere il terrorismo ha generato un nuovo tipo di realtà in Medio Oriente che renderà più facile la nascita di uno Stato palestinese.
"Non si tratta più di casi di terrorismo isolati, ma di un terrorismo che sta cominciando a colpire molta gente e che ne potrebbe colpire molta altra ancora. In altre parole, quindi, nel corso dell'incontro di ieri con le nazioni arabe, ad esempio, mi è sembrato che questa nuova realtà si riflettesse nelle loro dichiarazioni, cosa che faciliterà la nascita di uno Stato palestinese. La guerra al terrorismo è ora un interesse personale. E' l'interesse personale di tutti", ha dichiarato Bush nel corso di una tavola rotonda con i giornalisti a bordo dell'Air Force One in viaggio verso il Qatar, il 4 giugno.
Bush ha concesso un'ampia intervista ai giornalisti che viaggiavano con lui, riguardo agli incontri avuti il 3 giugno nella città marittima di Sharm El-Sheikh, in Egitto, e il 4 giugno nella città portuale di Aqaba, in Giordania, organizzati per far avanzare il processo di pace in Medio Oriente secondo il programma della roadmap.
Bush ha affermato che i leader arabi - il Presidente egiziano Hosni Mubarak, il re Abdullah di Giordania, il principe ereditario saudita Abdallah bin Abdulaziz, il Re del Bahrein Hamad bin Isa Al-Khalifa, e il Primo Ministro palestinese Mahmoud Abbas - hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche e private molto serie riguardo alla necessità di fermare i terroristi nel loro tentativo di distruggere il processo di pace.
Bush ha dichiarato che non ci saranno compromessi nel proteggere la sicurezza di Israele. Ha aggiunto anche che il Primo Ministro Israeliano Ariel Sharon ha compreso la necessità di venire in aiuto di Abbas e delle autorità palestinesi nella guerra al terrorismo e per migliorare le condizioni di vita del popolo palestinese.
Bush ha affermato di aver percepito, nel corso di un incontro informale con Sharon e Abbas, il desiderio di entrambi di lavorare insieme.
"Siamo usciti e ci siamo seduti sul prato per una mezz'ora e abbiamo discusso di moltissime questioni. Ciò che desideravo fare era osservare come si relazionassero l'uno con l'altro, e capire, ad esempio, se riuscivano a rilassarsi quando si trovavano insieme. E ho avuto l'impressione che fosse così. In altre parole, il linguaggio del corpo era positivo. Non c'era quella ostilità e quell'atteggiamento sospettoso che ci si sarebbe potuti aspettare", ha detto Bush. "Dalla nostra conversazione mi è sembrato che fossero entrambi animati dal desiderio di lavorare insieme nella stessa direzione".
Bush ha affermato di essere convinto che Sharon e Abbas siano leader di parola, nei quali si può riporre completa fiducia.
Il presidente ha detto poi che, una volta acquisita la fiducia nel processo di pace, saranno molti gli aiuti economici che giungeranno nella regione da tutto il mondo, perché "la gente desidera che questo sforzo abbia successo".