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TRADUZIONE INFORMALE, DA NON CONSIDERARE COME TESTO UFFICIALE Rapporto 2004 sulla libertà religiosa nel Mondo Pubblicato dal Bureau of Democracy, Human Rights and Labor (Ufficio per la democrazia, i diritti umani e il lavoro) 15 settembre 2004 ITALIALa Costituzione garantisce la libertà religiosa e il Governo, generalmente, rispetta questo diritto. Nel periodo esaminato dal presente rapporto non sono stati registrati cambiamenti circa il rispetto della libertà religiosa e la politica di Governo ha continuato in quella direzione. Il Paese non ha una religione di Stato anche se la Chiesa Cattolica gode di alcuni privilegi, non concessi alle altre religioni, che le derivano dal suo stato sovrano e dalla sua storica autorità politica. I rapporti generalmente amichevoli instaurati tra le religioni all'interno della società hanno contribuito alla libertà religiosa. Il peso della Chiesa Cattolica nella società ha causato controversie nel momento in cui i suoi insegnamenti sembravano voler influenzare i legislatori di fede cattolica su questioni di interesse pubblico. L'aumento dell'immigrazione ha fatto scaturire sentimenti di ostilità verso gli immigrati e per i molti musulmani immigrati in Italia la religione è stata un ulteriore elemento di diversificazione dai cittadini italiani per nascita. Il Governo degli Stati Uniti discute le questioni riguardanti la libertà religiosa con il Governo italiano nel quadro generale della politica americana volta a promuovere il rispetto dei diritti umani. Sezione I. Demografia della religioneIl Paese ha una superficie complessiva di 116.347 miglia quadrate (301.341 km 2) e una popolazione di circa 57 milioni di abitanti. L'87 % dei cittadini italiani per nascita si dichiara di religione cattolica, ma solo il 20 % partecipa regolarmente alle celebrazioni religiose. Con circa 400 mila proseliti, i Testimoni di Geova costituiscono la seconda congregazione maggiormente diffusa tra le persone nate in Italia. Tuttavia, il fenomeno dell'immigrazione, sia regolare che clandestina, continua a far aumentare notevolmente il numero degli abitanti di fede diversa da quella cristiana, in particolar modo dei musulmani provenienti dal Nord Africa, dall'Asia meridionale, dall'Albania e dal Medio Oriente, che attualmente si aggirano attorno al milione di persone. Tra i Buddisti, circa 40 mila sono di origine europea e circa 20 mila di origine asiatica. Scientology dichiara di avere approssimativamente 100 mila seguaci; i Valdesi circa 30 mila, concentrati principalmente nel Nord-ovest, e la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni, vale a dire i Mormoni, circa 20 mila. La comunità ebraica, con circa 30 mila proseliti, dispone di sinagoghe sparse in ventuno città. Tra le altre importanti comunità religiose vi sono le Chiese ortodosse, piccoli gruppi di protestanti, Buddisti giapponesi, seguaci della fede Bahá'í e gli Induisti dell'Asia meridionale. Dai sondaggi condotti di recente è emerso che circa il 14 % della popolazione si dichiara atea o agnostica. Sezione II. Status della libertà religiosaQuadro legale e politico La Costituzione garantisce la libertà religiosa e, in linea di massima, il Governo rispetta effettivamente tale diritto. Si adopera a tutti i livelli per salvaguardare in pieno questo diritto e non tollera violazioni, né da parte del Governo stesso né di privati cittadini. Prima dell'adozione della Costituzione nel 1947, i rapporti del Paese con la Chiesa Cattolica erano regolati dal Concordato siglato nel 1929. Esso appianava le vecchie controversie nate con la dissoluzione degli Stati pontifici e decretava il Cattolicesimo religione ufficiale del Paese. Nel 1984, la revisione del Concordato ha formalizzato il principio dello Stato secolare ma ha conservato l'appoggio statale alla religione, appoggio che, su richiesta, può essere anche esteso ad altre confessioni non cattoliche. In tali casi, l'appoggio dello Stato deve essere regolato da una legge che renda effettive le clausole dell'intesa stipulata tra il Governo e la confessione religiosa. Un'intesa autorizza i prelati ad accedere negli ospedali pubblici, nei penitenziari e nelle caserme; consente la registrazione civile dei matrimoni religiosi; consente di officiare speciali riti funebri; infine esenta gli studenti dalla scuola nelle festività religiose. Su richiesta di una comunità, può essere stipulato un accordo per rendere possibile la raccolta di fondi pubblici in suo favore per mezzo di donazioni volontarie che ogni contribuente può indicare nella dichiarazione dei redditi. In principio, alcune comunità avevano rifiutato questo privilegio, ma successivamente lo hanno reclamato. La mancanza di tale accordo non impedisce a un gruppo religioso di professare liberamente il proprio credo. Tuttavia, i privilegi previsti da un'intesa non sono sempre concessi automaticamente e, senza di essa, una congregazione non beneficia dei versamenti volontari dei contribuenti. Nel 1984, il primo accordo di questo tipo ha concesso benefici specifici alla Chiesa valdese. Con accordi analoghi, che sono negoziati dal Ministero dell'Interno e devono essere approvati dal Parlamento, benefici simili sono stati estesi alla Chiesa avventista e alle Assemblee di Dio (1988), alla comunità ebraica (1989), alla Chiesa battista e a quella luterana (1995). Nel 2000, il Governo ha siglato accordi con l'Unione buddista e con i Testimoni di Geova, accordi che, però, non sono stati ratificati dal Parlamento prima che il Governo si dimettesse nel 2001. Sempre nel 2000, sono state avviate trattative con i Mormoni e con la Chiesa ortodossa del Patriarcato di Costantinopoli; nel 2001, con la Chiesa Apostolica, con gli Induisti e con i Soka Gakkai (i Buddisti giapponesi). Il Governo ha deciso di completare il lavoro inerente alle richieste rimaste in sospeso e di presentare al Parlamento, come pacchetto unico, tutte le intese, comprese quelle stipulate precedentemente con l'Unione buddista e con i Testimoni di Geova. Prima di chiedere l'approvazione di tali accordi, l'Esecutivo intende completare l'intera legislazione in sospeso riguardante la libertà religiosa, che include clausole contemplate in altre leggi. Il Governo prevede di ultimare tale legislazione prima del termine del suo mandato. Pertanto, la ratifica del Parlamento di questi accordi era prevista alla fine del periodo esaminato dal presente rapporto. Le divisioni esistenti tra le Organizzazioni musulmane presenti nel Paese e tra i molteplici gruppi di immigrati musulmani hanno ostacolato gli sforzi che questa comunità sta compiendo per giungere a un'intesa. La revisione del Concordato, nel 1984, ha accordato alla Chiesa Cattolica determinati privilegi. Per esempio, la Chiesa può scegliere insegnanti cattolici, pagati dallo Stato, per "l'ora di religione" nelle scuole pubbliche. Tale lezione non è obbligatoria e gli studenti che non desiderano seguirla sono liberi di studiare altre materie o, in certi casi, di interrompere prima le lezioni. Mentre in passato si trattava di un corso di catechismo impartito da sacerdoti cattolici, ora gli insegnanti scelti dalla Chiesa possono essere laici o religiosi e nel loro programma d’insegnamento rientrano anche nozioni su culti diversi dalla religione cattolica. Alcuni problemi possono sorgere nelle piccole comunità dove le informazioni riguardanti le altre fedi e il numero di ministri di culto non cattolici è limitato. La Costituzione vieta che lo Stato sostenga le scuole private, ma il calo delle iscrizioni nelle scuole cattoliche ha spinto i funzionari della Chiesa, che gestiscono la più grande rete di scuole private, a chiedere l'aiuto del Governo. Sebbene la religione cattolica romana non sia più religione dello Stato, a volte il suo ruolo dominante crea problemi. A seguito di una serie di consultazioni tra la Chiesa e i leader politici avvenute prima delle elezioni politiche del 2001, il Presidente Ciampi ha sottolineato la natura secolare dello Stato e la netta separazione sancita dalla Costituzione tra Stato e Chiesa. Nel febbraio scorso, il Parlamento ha approvato la legge sostenuta dal Vaticano che vieta l'uso di sperma fornito da donatori per la fecondazione artificiale e limita la produzione di embrioni e la ricerca scientifica sugli stessi. Tale legge è stata appoggiata da legislatori cattolici in tutte le correnti politiche, mentre i conservatori laici e i comunisti si sono uniti per contrastarla. Durante il periodo preso in considerazione da questo rapporto, illustri politici cattolici si sono uniti al Papa e ad altri funzionari della Chiesa affinché nella bozza della Costituzione europea fossero inseriti riferimenti alle radici cristiane dell'Europa. La continua presenza di simboli cattolici, quali crocifissi nelle aule di tribunale, nelle scuole e in altri edifici pubblici ha suscitato critiche e ha dato origine a diverse azioni legali. Nel marzo del 2003, il Parlamento ha rinviato una proposta di legge presentata da alcuni partiti che richiedeva l'affissione di crocifissi in tutte le aule delle scuole pubbliche. Nel novembre del 2003, la Corte d'Appello di Pescara ha revocato un'ordinanza giudiziaria emessa nell'ottobre dello stesso anno, la quale ordinava la rimozione di un crocifisso da un'aula scolastica. Il Tribunale che in precedenza si era occupato del caso aveva accolto l'istanza del padre di uno studente, leader di una piccola associazione islamica, secondo cui la presenza del crocifisso discriminava i ragazzi di altri credi religiosi. Nell'ottobre del 2003, il Presidente Ciampi aveva sostenuto che il crocifisso non è solo un emblema religioso, bensì un simbolo dell'identità nazionale. Per la posizione assunta egli aveva ricevuto gli elogi di politici ed intellettuali. I missionari o gli operatori religiosi possono entrare nel Paese senza problemi anche se prima di giungervi devono richiedere il necessario visto. Limiti alla libertà religiosa La politica del Governo e la sua attuazione hanno contribuito alla libera professione di fede. Non si hanno rapporti su carcerazioni o arresti per motivi religiosi. Conversione forzata Non vi sono stati rapporti in merito a casi di conversione forzata, compresi quelli relativi a minorenni statunitensi rapiti o portati via illegalmente dagli Stati Uniti, né di rifiuto a consentire loro di far rientro negli Stati Uniti. Violenze commesse dalle Organizzazioni terroristiche Nell'anno esaminato dal presente rapporto, non sono state denunciate violenze compiute da Organizzazioni terroristiche contro determinate religioni. Sezione III. Atteggiamento della societàI rapporti generalmente amichevoli instaurati tra le religioni all'interno della società hanno contribuito alla libertà religiosa. I funzionari religiosi e del Governo hanno continuato a incoraggiare il rispetto reciproco delle differenze esistenti tra le religioni. A causa degli aspetti negativi del passato fascista del Paese, i leader di Governo ricordano e rendono regolarmente omaggio agli ebrei caduti vittime delle leggi razziali in vigore nel Paese nel 1938. Ogni anno, autorità del governo centrale nazionale, regionale e dei governi locali organizzano attività didattiche e altri eventi per patrocinare la Giornata nazionale della memoria, in ricordo dell'Olocausto, che ricorre il 27 gennaio. L'aprile scorso, il Sindaco di Roma ha annunciato l'istituzione di un Museo dedicato alla Shoah; nel 2003, il Parlamento ha approvato la realizzazione di un Museo Nazionale in memoria dell'Olocausto a Ferrara. Esso è in fase di progettazione, ma la sua costruzione non ha avuto inizio. L'aumento dei flussi migratori, provenienti in gran parte dalla Cina, dall'Asia meridionale, dall'Africa settentrionale e occidentale, dall'Europa orientale, dai Balcani, dalla Turchia e dal Medio Oriente, sta alterando la struttura demografica e culturale delle comunità di tutto il Paese e ha fatto scaturire sentimenti di ostilità verso gli immigrati. Per i molti musulmani immigrati in Italia la religione costituisce un ulteriore elemento di diversità dai cittadini italiani per nascita. Nell’anno preso in esame da questo rapporto, alcuni politici di fede cattolica e i leader di alcune comunità hanno favorito una reazione popolare enfatizzando la minaccia posta dagli immigrati "all'identità nazionale" del Paese. Altri, invece, tra cui anche il Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu e il Presidente del Senato Marcello Pera, hanno rilasciato dichiarazioni e pronunciato discorsi nei quali hanno sottolineato la necessità di far integrare i diversi gruppi etnici presenti nel Paese. L'arresto e il procedimento giudiziario avviato nel 2002 nei confronti di estremisti islamici, accusati di aver usato i centri di preghiera per pianificare, coordinare e sostenere il terrorismo, nonché la sostituzione dell'Imam della Grande Moschea di Roma, accusato di predicare la violenza contro gli "infedeli", hanno indotto alcuni giornalisti e alcuni politici a generalizzare circa l'incompatibilità dell'Islam con le società fondate sui valori e sulle credenze giudaico-cristiane. Altri importanti personaggi politici, tra cui anche il Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu e il Presidente del Senato Marcello Pera, hanno respinto tali generalizzazioni e hanno esortato a rafforzare il dialogo interreligioso. A tal fine, in occasione di un Consiglio dei Ministri europei svoltosi nell'ottobre del 2003, durante la Presidenza di turno italiana dell'Unione Europea (giugno-dicembre 2003), il Ministro Pisanu ha proposto l'adozione di una Carta Europea del dialogo interreligioso, documento approvato a novembre dai Ministri dell'Interno dell'Unione Europea. Il Presidente Pera ha, invece, sostenuto la rapida conclusione di un'intesa con i leader della religione islamica, considerandola un mezzo ulteriore per isolare gli estremisti. Alcuni membri della Lega Nord, partito di minoranza della coalizione di Governo, hanno dichiarato che le tradizioni di molte società islamiche, come la poligamia, le leggi sulla famiglia, il ruolo delle donne e la mancanza di distinzione tra religione e Stato, rendono difficile l'integrazione nella società di molti immigrati musulmani. Alcuni enti governativi del Paese forniscono fondi e suolo pubblico per la costruzione di luoghi di culto e aiutano a tutelare e conservare i luoghi sacri storici in cui si trova gran parte del patrimonio artistico e culturale del Paese. Sebbene non vi sia un'intesa formale tra lo Stato e la religione musulmana, nel marzo del 2001 la regione Campania ha approvato la richiesta di stanziamento di circa 3,1 milioni di dollari (2,6 milioni di euro) per la costruzione di una Moschea a Napoli. Al termine del periodo esaminato dal presente rapporto, la costruzione della Moschea non era stata ancora avviata. Sezione IV. La politica del Governo statunitenseIl Governo degli Stati Uniti discute le questioni riguardanti la libertà religiosa con il Governo italiano nel quadro generale della politica americana volta a promuovere il rispetto dei diritti umani. |