testo originale in inglese

DISCORSO DELL'AMBASCIATORE MEL SEMBLER

IRAQ: SUB-CONTRACTING OPPORTUNITIES

Confindustria

Roma – 28 Aprile 2004

Sono lieto di partecipare a questo importante incontro della Confindustria sulle opportunità dei contratti di sub-appalto in Iraq.

Come molti di voi sapranno, sono stato un imprenditore per oltre quarant’anni. Capisco quindi l’importanza di metterci subito al lavoro, ma prima vorrei spendere qualche minuto per parlare brevemente dell’impegno che ci attende in Iraq e del ruolo importante delle imprese capo-commesse e sub-appaltatrici. La ricostruzione di un Iraq libero e democratico è nell’interesse globale e rappresenterà un impegno globale. E questa conferenza si occuperà proprio di questo: come sfruttare al massimo le opportunità per i partner del settore privato di partecipare a questa grande iniziativa.

E siamo sinceri: la ricostruzione dell’Iraq non sarà facile.

L’Italia comprende molto bene i sacrifici che essa comporta.

Quasi tremila soldati e civili italiani lavorano al nostro fianco per rendere stabile il sud dell’Iraq, sopportando lunghe separazioni dai loro cari. Sebbene questo appaia con minor frequenza nella stampa, l’Italia ha anche il terzo contingente in termini del numero di esperti civili che lavorano nell’Autorità provvisoria della coalizione.

Quel terribile giorno di novembre, quando 19 italiani furono uccisi a Nasiriya, rimane vivo nella nostra memoria. Più recentemente, abbiamo pregato per le famiglie degli italiani presi in ostaggio a Baghdad, dove uno di loro è stato brutalmente ucciso all’inizio di questo mese.

Il contributo dell’Italia alla ricostruzione dell’Iraq è grande e profondamente apprezzato.

Il lavoro delle forze militari della coalizione in Iraq rappresenta solo un lato della medaglia. Il nuovo Iraq ha bisogno di stabilità, di legalità e di istituzioni democratiche.

Ma ha anche bisogno di strade, elettricità, acqua potabile, servizi telefonici, collegamenti internet, e di tutto quello che è necessario in un paese prospero e in pace.

In altre parole, l’Iraq ha bisogno di gente come voi, di imprenditori e imprese con l’esperienza adeguata per ricostruire un paese martoriato da una delle più feroci e crudeli dittature della storia.

E oltre ai risultati tangibili, questo tipo di progetti offre un’altra cosa molto importante: posti di lavoro per gli iracheni. Stabilità e benessere richiedono anche che il popolo iracheno abbia un lavoro.

Il Congresso degli Stati Uniti ha stanziato oltre 18 miliardi di dollari per la ricostruzione delle infrastrutture irachene. Durante la conferenza dei Paesi Donatori che si è tenuta lo scorso anno a Madrid, l’Italia si è impegnata con generosità con 200 milioni di euro a sostegno della ricostruzione dell’Iraq.

Gli avvenimenti di queste ultime settimane ci ricordano che lavorare in Iraq è difficile e pericoloso. Tuttavia, come ha detto il Presidente Bush, l’impegno della coalizione in Iraq non si spezzerà mai e le nostre iniziative per la ricostruzione andranno avanti. Nonostante i titoli della stampa quotidiana, il fatto concreto è che abbiamo fatto grandi progressi verso il nostro comune obiettivo di dar vita a un Iraq indipendente, libero e sicuro.

La grande maggioranza degli iracheni e’ contraria alle azioni violente di coloro che cercano di ostacolare il nostro lavoro, e respinge con forza la forma di governo dittatoriale che essi si propongono di imporre se permetteremo loro di prevalere.

Ma siate certi che non prevarranno. Il 30 giugno, la sovranità sarà restituita al popolo iracheno, ed entrera’ in vigore una legge provvisoria irachena che comprendera’ una carta dei diritti che non ha precedenti nel mondo arabo. La coalizione continuerà a lavorare con le autorita’ irachene durante questo processo.

Ci stiamo consultando direttamente anche con l’inviato delle Nazioni Unite Brahimi. E sono orgoglioso di dirvi che il 1.mo luglio la bandiera degli Stati Uniti d’America sventolerà di nuovo all’ambasciata americana di Baghdad.

Molto presto, e questo processo è già in corso, le opportunità relative ai contratti per la ricostruzione saranno messe in secondo piano dal potenziale assai maggiore che potrà derivare dal commercio e dagli investimenti nel settore privato iracheno che si sta rapidamente sviluppando.

Tutti gli iracheni, e non soltanto una élite privilegiata, avranno la possibilità di migliorare notevolmente le loro condizioni di vita con la creazione di una economia basata sulla trasparenza, sulle regole, sul rispetto per la proprietà privata, e sulla democrazia. L’opera delle imprese appaltatrici per ricostruire le infrastrutture irachene è cruciale per la realizzazione di un futuro di questo tipo.

Vorrei concludere ringraziando il direttore generale Parisi e tutti i suoi collaboratori della Confindustria che hanno dedicato moltissimo tempo ed energia alla realizzazione di questa conferenza.

È inoltre un vero piacere avere con noi il Vice Ministro Urso, che tanto si è adoperato per coinvolgere le imprese italiane in questa opera di ricostruzione.

Oggi sentiremo in che modo le organizzazioni italiane assistono le imprese interessate a partecipare al processo di ricostruzione. Potremo inoltre essere informati sulla ricostruzione irachena da alcuni funzionari di primo piano dell’Autorità provvisoria della coalizione.

E più tardi l’ammiraglio David Nash, direttore dell’ufficio dell’Autorità a capo del programma di ricostruzione, descrivera’ il ruolo del suo dipartimento nella supervisione dei contratti per le infrastrutture. Vorrei ringraziare l’ammiraglio Nash e la sua delegazione per essere venuti da Baghdad per partecipare a questo incontro romano.

Siamo lieti di avere con noi J. V. Schwan, vice presidente del gruppo di lavoro che sovrintende agli investimenti e alla ricostruzione dell’Iraq presso il dipartimento del commercio USA.

Desidero altresì dare il benvenuto a Roma ai rappresentanti delle imprese capo-commesse, che incontrerete oggi pomeriggio.

Abbiamo avuto una risposta eccellente, non soltanto per quanto riguarda il numero delle imprese capo-commesse, ma anche il numero di aziende italiane. Sono inoltre molto lieto che rappresentanti di diversi paesi dell’Europa dell’est si siano uniti a noi per questo incontro.

Vi auguro che l’incontro di oggi sia produttivo per tutti. Ho fiducia che questo evento possa tradursi in nuove forme di partnership che andranno a vantaggio non soltanto delle ditte interessate, ma anche, cosa ancora più importante, del popolo iracheno.

Grazie.