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Il Consiglio di sicurezza dell’ONU conferma l’appoggio alla roadmap in Medio Oriente, 19 novembre 2003 (Negroponte: la Roadmap è il mezzo per realizzare l’obiettivo del doppio stato) di Judy Aita Nazioni Unite – Il 19 novembre, il Consiglio di sicurezza ha adottato all’unanimità una risoluzione che appoggia la roadmap come mezzo per la risoluzione del conflitto israelo-palestinese ed ha incoraggiato le due parti a rispettare gli obblighi assunti in base al piano, in collaborazione con il Quartetto sul Medio Oriente. L’ambasciatore USA John Negroponte ha detto che gli Stati Uniti hanno dato il loro appoggio alla risoluzione, una delle pochissime sul Medio Oriente ad essere approvata dagli USA negli ultimi anni, perché "incoraggia le parti a rispettare gli obblighi assunti con la roadmap e in collaborazione con il Quartetto". [Il Quartetto è composto da Stati Uniti, Nazioni Unite, Unione Europea e Russia e lavora a sostegno del processo di pace in Medio Oriente]. "Continuiamo ad impegnarci totalmente per la realizzazione di due stati, Israele e Palestina, che convivono fianco a fianco in pace e sicurezza come indicato dal presidente Bush", ha dichiarato Negroponte. "La roadmap è il mezzo per raggiungere tale obiettivo." Parlando ai giornalisti dopo il voto, l’ambasciatore USA ha posto l’accento sulla necessità di mettere fine al terrore nella regione e di condurre negoziati diretti tra israeliani e palestinesi. "La roadmap rappresenta la base sulla quale le due parti possono operare per raggiungere la soluzione del conflitto. Si tratta della via giusta perché offre una struttura e traccia un percorso. Ma è necessario che i due Paesi le diano attuazione direttamente", ha detto Negroponte. "In conclusione, le risoluzioni 242 e 338 del Consiglio di sicurezza… riconoscono che il principio della terra in cambio della pace e la soluzione pacifica del conflitto devono essere negoziati tra le parti. La soluzione non può essere imposta". "Devono esserci negoziati diretti tra le parti. Dobbiamo fare progressi sul posto. Deve essere messa fine al terrorismo. Dobbiamo creare le condizioni per una soluzione pacifica del conflitto e le parti in conflitto devono partecipare direttamente a negoziati che portino a qualche progresso", ha dichiarato Negroponte. La risoluzione, inizialmente presentata dalla Russia, vede favorevolmente ed incoraggia gli sforzi diplomatici del Quartetto, appoggia la roadmap ed esorta le parti a "far fronte agli obblighi assunti in base ad essa, in collaborazione con il Quartetto, e realizzare la visione di due Stati che convivono fianco a fianco in pace e sicurezza". Prima del voto, il Segretario Generale Aggiunto dell’ONU per gli Affari Politici, Kieran Prendergast, ha informato il Consiglio sulla situazione, dicendo che il mese passato è stato un mese relativamente tranquillo, cui si è reagito non con passi positivi ma con una mancanza di iniziative. "Ognuno aspettava che agissero gli altri", ha affermato Prendergast. "Il governo di Israele aspettava che l’Autorità palestinese formasse un governo con i pieni poteri e che il terrorismo finisse. L’Autorità palestinese aspettava che Israele ponesse fine alle operazioni militari e riducesse le misure di chiusura che hanno così profondamente danneggiato la vita palestinese. Aspettava inoltre che la comunità internazionale guidasse le due parti verso la pace, e che i litigi politici interni terminassero". La comunità internazionale, ha detto Prendergast, "ha atteso che le parti compissero progressi in modo autonomo, nonostante le numerose, innegabili dimostrazioni che esse non sono in grado di raggiungere la pace senza un intervento della comunita’ internazionale". Auspicando la fine di questo "periodo di passivita’, giustificazioni varie, e tentativi di far dipendere ogni decisione da quelle degli altri", Prendergast ha detto inoltre che "non vale la pena e non è costruttivo perder tempo ad analizzare chi ha autorita’ nel governo palestinese sulle singole questioni, o a fare illazioni sulla serietà dell’impegno del governo israeliano nel processo (di pace). Cogliamo invece questa opportunità per giudicare le parti in base alle loro azioni. Tali azioni e la disponibilita’ della comunità internazionale a svolgere la sua parte varranno più di tante parole". Il Segretario Generale Aggiunto ha dichiarato inoltre che anche senza negoziati diretti, gli israeliani e i palestinesi possono fare molto per adempiere agli obblighi imposti loro dalla roadmap. L’Autorità palestinese deve confrontarsi con i gruppi militanti che compiono attacchi terroristici contro gli israeliani, e fermarli, ha detto Prendergast. "L’Autorità palestinese deve essere giudicata in base ai risultati che sapra’ ottenere, e non in base alle linee di potere ", ha detto. Israele deve compiere passi immediati per ottere fiducia. Tali passi comprendono l’allentamento delle misure di chiusura e la rimozione degli avamposti nei territori occupati, il blocco delle attività di insediamento e la sospensione della costruzione del cosiddetto muro di sicurezza in Cisgiordania, ha aggiunto Prendergast. "Potrebbe rendersi necessario compiere passi più coraggiosi, come l’evacuazione degli insediamenti nella striscia di Gaza, per riaccendere la speranza e la fiducia e rimettere in moto il processo. Anche Israele …deve essere giudicata in base alle sue azioni". La situazione umanitaria in Cisgiordania e a Gaza continua a peggiorare sia a causa delle misure di sicurezza adottate da Israele che per la mancanza di fondi a disposizione dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei Rifugiati (U.N. Relief and Works Agency), ha concluso Prendergast.
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