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Gli Stati Uniti si impegnano a rendere le donne partecipi del processo di ricostruzione in Iraq, 17 luglio 2003

(Foglio informativo che delinea gli sforzi degli Stati Uniti)

Il seguente foglio informativo, rilasciato dall’Ufficio del Dipartimento di Stato per le Questioni Internazionali Riguardanti le Donne, evidenzia l’impegno degli Stati Uniti a far si che le donne siano coinvolte nella ricostruzione politica, economica e sociale dell’Iraq:

DIPERTIMENTO DI STATO DEGLI STATI UNITI
Ufficio per le Questioni Internazionali Riguardanti le Donne
Washington, DC
17 luglio 2003

Foglio informativo: La politica degli Stati Uniti riguardo alla partecipazione politica, economica e sociale delle donne irachene.

La condizione della donna durante il regime di Saddam Hussein:

Il brutale regime di Saddam Hussein aveva messo a tacere le voci delle donne e degli uomini iracheni, attraverso la violenza e l’intimidazione. Sotto il regime Ba’ath, per più di venti anni, alle donne sono stati negati i diritti umani: venivano stuprate, torturate, imprigionate e persino uccise se si opponevano al regime.

  • Nel 1990, Saddam Hussein introdusse una legge per la quale gli uomini che uccidevano le donne della loro famiglia per difendere l’onore della stessa, non erano perseguibili o punibili penalmente. Più di 4.000 donne sono rimaste vittime di questa legge. (Commissione delle Nazioni Unite, Relazione sulla Violenza contro le Donne, gennaio 2002)
  • Alle donne non veniva concesso di organizzarsi politicamente o di esprimere le loro opinioni politiche, se non attraverso le strutture altamente controllate del regime.
  • Attualmente, l’Iraq detiene il primato, nel mondo arabo, per il più alto tasso globale di analfabetismo: il 61% della popolazione e il 77% delle donne. (Relazione dell’UNESCO sugli stati arabi, maggio 2003)

Gli Stati Uniti si impegnano a:

Il presidente Bush ha ripetutamente affermato che sostenere e diffondere il rispetto dei diritti delle donne, rappresenta un imperativo assoluto nella politica estera degli Stati Uniti. Assicurare alle donne i loro diritti gioverà sia ai singoli che alle famiglie, rinsalderà la democrazia e la società civile, incrementerà la prosperità, accrescerà la stabilità ed incoraggerà la tolleranza.

Gli Stati Uniti si impegnano ad aiutare il popolo iracheno nel passaggio ad una forma di governo rappresentativo rispettoso dei diritti umani, che si opponga al terrorismo e che mantenga l’integrità territoriale del paese senza porre minacce per i suoi vicini. Siamo consapevoli del fatto che le donne irachene giocano un ruolo cruciale nella ripresa del loro paese e sosteniamo con vigore i loro sforzi. Esse apportano un contributo di abilità e conoscenze che risulterà essenziale al fine di restituire all’Iraq il posto che gli compete sia all’interno della regione che nel mondo. Gli Stati Uniti insieme alle donne irachene si impegneranno a garantire e ad accrescere i risultati che queste hanno fin qui ottenuto.

Provvedimenti del Governo degli Stati Uniti, fino ad oggi:

Le forze della coalizione, che fanno capo agli Stati Uniti si stanno avvalendo delle donne irachene per promuovere e garantire il loro continuo coinvolgimento come professioniste, esponenti politici e membri attivi della società.

Il presidente Bush, il vicepresidente Cheney, il consigliere per la sicurezza nazionale Rice ed altri funzionari del governo americano hanno incontrato, e continuano ad incontrare, le donne irachene sia negli Stati Uniti che in Iraq.

Subito dopo il suo arrivo a Baghdad, l’inviato del presidente Paul Bremer ha incontrato più di 40 donne irachene per ascoltare la loro opinione sull’attuale situazione del paese e su altri argomenti di interesse come la sicurezza e la partecipazione agli sforzi per la ricostruzione. Bremer ha incoraggiato le donne affinché si occupino di questi temi, e ha assicurato l’impegno delle forze della coalizione a supportare i loro sforzi.

Il sottosegretario di Stato per gli Affari Mondiali Paula Dobriansky è giunta in Iraq per incontrare l’ambasciatore Bremer e per prendere parte alla conferenza del 9 luglio "La voce delle donne in Iraq". Dobriansky ha incontrato le donne irachene per ascoltare la loro opinione riguardo alla modalità con cui affrontare questioni fondamentali al fine di un loro coinvolgimento nello sviluppo della società civile; si è parlato di riforma legale, di welfare, di sviluppo economico e di educazione.

In precedenza, nel corso di quest’anno, il sottosegretario Dobriansky aveva coordinato una tavola rotonda con le donne irachene perché queste potessero esprimere le loro idee circa il modo di assicurare la completa integrazione delle donne all’interno del processo di ricostruzione del paese. A seguito di tale confronto, l’Ufficio per gli Affari Internazionali Riguardanti le Donne, ha fornito un elenco di donne qualificate, irachene e non, disponibili a collaborare con le forze della coalizione su temi legati alla ricostruzione.

Nelle forze della coalizione, le donne sono presenti in tutti gli sforzi di ricostruzione politica ed economica del paese, che vanno dall’instaurazione di un governo ad interim all’erogazione dei servizi essenziali.

I programmi sono stati tagliati su misura per venire incontro alle diverse esigenze delle donne nelle varie regioni del paese.

Il Dipartimento di Stato ha collaborato all’invio di una delegazione di donne irachene al Summit Mondiale delle Donne, in Marocco, nel giugno di quest’anno. Quaranta donne ministro e più di 700 delegati provenienti da circa 80 nazioni, si sono incontrati per discutere le questioni inerenti allo sviluppo economico delle donne e ai loro compiti. E’ stato il primo summit di questo genere tenutosi nel mondo arabo e ha dato alle donne irachene la possibilità di creare contatti con le altre donne della regione.

Il summit aveva anche organizzato una riunione pre-summit, con tema Lo Sviluppo Economico delle Donne Arabe.

Iniziative attualmente in corso:

Le forze della coalizione stanno incontrando gruppi di donne di ogni estrazione sociale, nello sforzo costante a far si che collaborino e per chiedere loro aiuto a trovare altre donne che vogliano partecipare o dare suggerimenti sul processo politico. Abbiamo richiesto la loro opinione su argomenti chiave come lo sviluppo costituzionale, la riforma giudiziaria e l’eliminazione dal Consiglio delle tracce di un passato Ba’ath.

  • Le forze della coalizione stanno inoltre lavorando affinché le donne prendano parte alla ricostruzione di ministeri e istituzioni, come il Ministero per la Pianificazione.
  • Le forze della coalizione stanno organizzando una serie di incontri con le autorità locali, tenuti dai Gruppi di Supporto al Governo, ai quali partecipano anche le donne.
  • Le forze della coalizione stanno facendo dei piani per lavorare con le donne irachene per accertarsi che, nella riforma del sistema legale, si presti attenzione a quelle leggi che hanno delle implicazioni sullo status e sui diritti delle donne.

L’ufficio del Dipartimento di Stato che si occupa della cultura e dell’educazione sta organizzando una serie di programmi internazionali per permettere alle professioniste irachene di lavorare all’estero in qualità di visitatrici. In via di preparazione, ci sono anche programmi di video conferenze interattive che permettano alle donne membro delle organizzazioni non governative irachene, di comunicare con le loro omologhe negli Stati Uniti.

I crimini contro l’umanità commessi in passato e i crimini di guerra contro gli iracheni verranno giudicati da un tribunale a gestione irachena. Le donne continueranno a giocare il loro ruolo proprio come fecero per la decisione presa dal Consiglio Governativo il 15 luglio, di creare un tribunale speciale per processare i presunti criminali.