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"I costi umani dell’allarmismo biotecnologico", 24 gennaio 2003 di Robert Zoellick (Invita l’Europa a considerare i costi umani dell’allarmismo) La seguente lettera al direttore del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti
Robert Zoellick sull’atteggiamento degli europei rispetto alle biotecnologie nel settore
agricolo è stato pubblicato il 24 gennaio da The Wall Street Journal. Lettere al Direttore: I costi umani dell’allarmismo biotecnologico. 24 gennaio 2003 Sono lieto di leggere che il vostro editoriale del 13 gennaio "Europa immorale " sull’ostruzionismo europeo alle biotecnologie ha spinto i sei Commissari europei a schierarsi contro una posizione insostenibile (Lettere al Direttore, 17 gennaio). E’ ormai tempo che gli europei discutano sui costi della loro acquiescenza verso l’allarmismo biotecnologico. I Commissari dichiarano che "nell’UE [Unione Europea] esiste libertà di commercio per gli OGM [organismi geneticamente modificati] autorizzati”. Si noti la parola "autorizzati": Dal 1998, l’UE ha rifiutato persino di prendere in considerazione l’approvazione delle applicazioni biotecnologiche, ignorando i risultati positivi della valutazione dei rischi condotta dalla Commissione Scientifica dell’UE. Due co-firmatari della lettera pubblicata nel vostro giornale hanno ammesso pubblicamente che questa moratoria politica sull’approvazione delle biotecnologie è ingiustificata e illegale. Inoltre, almeno quattro Stati membri dell’UE hanno proibito le importazioni di prodotti biotecnologici approvate dall’UE negli anni passati – e la Commissione si è astenuta dal contestare queste violazioni del diritto comunitario. Poiché i sei Commissari hanno consigliato "una qualche opinione indipendente " e sono a disagio per le affermazioni "fuorvianti ed erronee", raccomando loro i rapporti del dicembre 2002 dell’Accademia francese – ripeto francese – delle Scienze e dell’Accademia francese di Medicina: Questi studi concludono che i raccolti biotecnologici "sono stati rifiutati in Europa anche se non vi sono mai stati né un problema sanitario... né un danno ambientale." Gli studi segnalano la "diffusione di informazioni erronee " sulle biotecnologie e concludono che "gli OGM creano prospettive molto favorevoli per l’alimentazione." Invitano l’UE a revocare la sua moratoria sulle biotecnologie. La nebbia europea di disinformazione e protezionismo causata dalle politiche dell’UE nel campo delle biotecnologie ha avuto conseguenze fatali. Gli africani, non gli americani, hanno parlato di queste preoccupazioni per motivare il loro rifiuto di evitare una carestia accettando gli stessi alimenti che gli europei mangiano liberamente quando si recano in visita negli Stati Uniti. I sei Commissari scrivono di non aver mai asserito che gli alimenti biotecnologici non sono sicuri, eppure gli europei li bloccano e minacciano le esportazioni africane di prodotti biotecnologici. Forse questa logica è convincente per gli europei a Bruxelles, ma gli americani e gli africani la ritengono contraddittoria. I funzionari africani che temono la “punizione” degli europei mi hanno riferito della pressione esercitata dall’Europa per ostacolare lo sviluppo delle biotecnologie. Poiché, in altra sede, il Commissario Nielson ha asserito di volere soltanto la verità, gli propongo di iniziare ad esaminare le attività delle ONG anti-biotech che sono finanziate dalla Commissione. La verità è che i prodotti biotecnologici offrono agli agricoltori africani la promessa di raccolti più abbondanti, di una migliore alimentazione, di un minore quantità di pesticidi e di una maggiore resistenza dei raccolti a diverse calamità. I sei Commissari sanno bene che la moratoria dell’UE sulle biotecnologie ha una motivazione politica, nuoce al commercio mondiale ed è dannosa per l’ Africa, per l’Europa, per l’America e per il mondo. Li invito a rivolgere le proprie energie verso gli Stati europei che sono la causa del problema, non verso gli americani che lo segnalano. Robert ZoellickRappresentante per il commercio USA, Washington
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